Con il San Lorenzo di Verduno, Viberti apre una nuova finestra sul territorio di Verduno, confrontandosi con una parcella non di proprietà ma profondamente identitaria.
Nato da soli 11 quintali di uva, per una produzione di appena 749 bottiglie, questo Barolo è stato vinificato con follature manuali e un approccio essenziale, lontano da ogni logica di standardizzazione. Ogni scelta è stata orientata a preservare l’identità del vigneto e il carattere autentico del luogo.
È un vino che segna una deviazione interessante nel linguaggio Viberti: meno immediato, meno accomodante, più introspettivo. Non cerca l’opulenza né la seduzione aromatica, ma si svela lentamente nel calice, lasciando emergere sentori di arancia rossa, spezie fini, piccoli frutti scuri e una profonda sapidità.
La chiusura olfattiva, qui, non è un difetto, ma parte del racconto: il risultato di un ambiente protettivo, poco ossidativo, che ha custodito il vino preservandone nervo e profondità. Come spesso la storia del Barolo insegna, il tempo non corregge il vino: lo rivela.
Affinato in legno neutro e imbottigliato senza chiarifica, il San Lorenzo di Verduno è un Barolo di sottrazione e pazienza. Un vino che non si offre tutto subito, ma evolve durante la bevuta: dalla riservatezza iniziale alla luminosità, dalla pietra all’arancia rossa, fino a una trasparenza sempre più precisa.



